PISCHEREDDA ROAD 2009

licheri.jpgSignore e signori o più semplicemente podiste e podisti di tutto il mondo è andato in scena sabato 2 maggio il secondo atto del tour del CSAjò 2009. Buone le presenze, oltre le duecento, nonostante due gare disputate il giorno prima (Zuradili e Bolotana), e due previste per Domenica (San Gavino e Cagliari); altrettanto buona l’organizzazione, clemente il clima con leggera brezza di maestrale, non altrettanto clementi le zanzare che appostate tra canneti rivoli e stagno, appena hanno potuto si sono scatenate compiendo la loro personalissima strage di membra atletiche in corsa.

Nonostante le incursioni dei malarici insetti sempre pronti a colpire a tradimento da dietro i muretti a secco, e qualche sporadico virus dissenterico abbia anch’egli a tradimento colpito atterrando qualche atleta qua e là lungo il percorso, la maratonina di pischeredda road, organizzata dal Marathon Club Oristano, forte dei suoi numerosi interpreti -più che appassionati- si è svolta nel migliore dei modi.

Teatro delle gesta atletiche: Nurachi e i suoi sentieri campestri tra paese e stagno.

Partitura impietosa: il percorso per lo più sterrato e ricco di buche irregolarmente disposte lungo gran parte del percorso e la polvere.

Una 21 chilometri senza appello da interpretare in maniera più che flessibile cambiando passo in rapporto alle asperità del terreno. Una maratonina originale ricca di tranelli; una corsa dura per grandi interpreti come tutti coloro che l’hanno corsa per giungere al traguardo.

Una prestazione, quella di tutti coloro che hanno concluso, da uomini della frontiera; capaci di superare e dominare ogni difficoltà per affermare, alla fine, non solo la vittoria del più forte, quella individuale, ma anche per sancire la vittoria del gruppo; di quel variegato e disseminato serpentone multicolore atletico sempre presente ovunque, mai domo, quantunque la fatica mini ogni residua forza, ogni speranza, che resiste e arriva sempre. E giacché non fummo creati “ per viver come bruti ma per scoprire virtute e conoscenza” ecco che, caparbiamente, ogni atleta in campo -sodale e parte di una fantasiosa compagnia- sollecitato dalle asperità, esaltandosi creativamente nella difficoltà, aumentando la propria soglia di resistenza al dolore, alla bisogna si è trasformato in “Principe” machiavellico per raggiungere il suo scopo. Scopo, agognato lido raggiunto attraverso una visione altalenante, conflittuale, vissuta tra “pessimismo della ragione e ottimismo della volontà”.

Chilometri e fatica a parte, dopo tanto scarpinare, alla fine il meritato ristoro; la cena; le premiazioni che, in linea con i dettami del CSAjò, ha premiato gli atleti e le atlete senza differenze e sperequazioni, utilizzando, poi, per lo più prodotti alimentari sardi.

A questo punto dovrei rendere noto l’ordine d’arrivo e i relativi podi. Dirò, che grazie all’utilizzo del “chip” le classifiche sono state approntate celermente; con risparmio di energie e di fatica per i giudici; limitando, inoltre, l’attesa del gran popolo della corsa. Perciò, per quanto attiene alle classifiche, si consulti il sito FIDAL Regionale, e ringraziamo il Marathon e il gran numero di volontari che hanno permesso la realizzazione della PISCHEREDDA ROAD 2009. Michele Licheri

PISCHEREDDA ROAD 2009ultima modifica: 2009-05-09T07:31:36+02:00da ramiro.sca
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